Il progetto · seconda parte

Come è fatto il museo

L’impianto tecnologico, i modelli linguistici impiegati con il loro consumo reale di token, e le tredici giornate di lavoro che il progetto è costato.

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01

L'impianto

Le tecnologie impiegate per ambito
ApplicazioneNext.js 16 (App Router) con TypeScript
Grafica 3DThree.js tramite react-three-fiber e drei
AnimazioniGSAP per le transizioni di interfaccia
Base di datiNeon Postgres (serverless)
PubblicazioneVercel
VerificaPlaywright su build di produzione

La costellazione non usa una libreria di grafica: è un canvas bidimensionale disegnato a mano, con un ciclo di rendering proprio, gestione manuale di pan e zoom e rilevamento delle collisioni calcolato a ogni fotogramma. La posizione di ogni stella è deterministica, perché deriva da una funzione hash applicata all’identificativo dell’artista: il cielo è identico a ogni visita, ma non è stato disegnato a mano da nessuno.

Il museo è una sola scena parametrica, non sessantatré stanze costruite separatamente. La stanza si dimensiona da sé in base al numero di opere, che vengono distribuite sulle quattro pareti; ogni quadro riceve un faretto dedicato. L’epoca dell’artista seleziona la sala: cinque palette d’ambiente e quattro stili di cornice, dalla sala barocca in rosso profondo con modanature dorate al white cube novecentesco con listelli scuri.

Il flusso dei dati ha una doppia sorgente con ricaduta automatica: se la connessione al database è configurata il sito legge da Neon, altrimenti legge gli stessi dati salvati come file JSON nel repository. Il museo resta quindi in piedi anche se la variabile d’ambiente del database viene dimenticata in fase di pubblicazione — condizione verificata sperimentalmente.

La catena di lavorazione è composta da script indipendenti e ripetibili: raccolta dalle API dei musei → pulizia (date impossibili, titoli malformati, non-opere) → composizione delle schede in italiano → traduzione dei titoli → verifica delle licenze → inserimento nel database → generazione del catalogo.

Il peso del progetto.

Peso del progetto in file e righe di codice
FileRighe
Codice applicativo173543
Script di raccolta, pulizia, audit e collaudo393520

Gli script pesano quasi quanto l’applicazione. È una proporzione che dice molto sulla natura del lavoro: la parte più impegnativa non è stata costruire le stanze, ma procurare e verificare ciò che vi è appeso dentro.

02

Il lavoro con l'IA

Il museo è stato costruito in dialogo con Claude Code, l’ambiente di sviluppo agentico di Anthropic. I dati che seguono non sono stime: derivano dall’analisi delle trascrizioni complete delle sessioni di lavoro, 5710 eventi registrati per 71 MB di log.

1,03 mld
token complessivi
2
modelli impiegati
2444
chiamate al modello
1299
usi di strumenti

Ripartizione fra i modelli. Il carico si è diviso quasi esattamente a metà. Claude Fable 5 ha guidato la costruzione dell’esperienza e della curatela; Claude Opus 4.8 è intervenuto nell’analisi, nella verifica pre-lancio e nella diagnosi dei problemi più insidiosi.

Token e chiamate per modello linguistico
ModelloTokenQuotaChiamate
Claude Fable 5516.375.99150,2%1420
Claude Opus 4.8511.266.56849,8%1024
Totale1.027.642.559100%2444
  • Contesto riletto dalla cache · 94,31%
  • Contesto scritto in cache · 5,35%
  • Testo generato in uscita · 0,32%
  • Testo nuovo in ingresso · 0,02%
Natura dei token contabilizzati
Natura del tokenQuantitàQuota
Contesto riletto dalla cache969.143.41994,31%
Contesto scritto in cache54.999.9645,35%
Testo generato in uscita3.246.9860,32%
Testo nuovo in ingresso252.1900,02%

Il dialogo. 1435 messaggi dell’utente e 2462 dell’assistente, distribuiti in 28 sessioni di lavoro. I messaggi dell’assistente superano di poco le chiamate al modello: non tutti quelli registrati nella trascrizione corrispondono a una chiamata distinta.

03

I tempi

39
giorni di calendario
13
giornate di lavoro
~12,9
ore effettive
22
versioni salvate

Il progetto è nato il 12 giugno 2026 e ha raggiunto lo stato di pronto-per-la-pubblicazione il 21 luglio 2026. Le giornate di lavoro effettivo si distribuiscono in ventotto sessioni.

Le dodici ore e cinquantaquattro minuti di lavoro attivo sono calcolate sommando gli intervalli fra eventi consecutivi inferiori a venti minuti: una misura prudente, che esclude le pause lunghe ma include le attese per le operazioni in corso.

Attività prevalente per periodo di lavoro
PeriodoAttività prevalente
12 giugnoImpianto del progetto e scelta dell'architettura
23 giugno – 6 luglioCuratela dei dati, raccolta delle opere dalle API dei musei, verifica delle licenze
7 – 8 luglioCostellazione, filtri, scheda dell'artista; museo tridimensionale e vista d'ispezione
9 – 10 luglioSchede delle opere, traduzioni in italiano, revisione generale
14 luglioAmpliamento a quindici epoche e sessantatré artisti; sale differenziate per epoca
21 luglioVerifica pre-pubblicazione: collaudo completo, correzione dei difetti, adattamento ai dispositivi mobili

Lo stato al termine della verifica. L’ultima giornata è stata dedicata a un collaudo sulla build di produzione: 16 controlli automatici superati su 16, con tempi di risposta del server fra 65 e 110millisecondi su tutte le rotte e la pagina d’ingresso interattiva in circa un secondo.

La verifica ha fatto emergere un difetto che avrebbe colpito ogni visitatore: al momento di entrare in una galleria il motore tridimensionale saturava il processore compilando gli shader e bloccava l’animazione di dissolvenza, facendo sembrare il pulsante d’ingresso inerte per diversi secondi. Sostituendo l’animazione con una transizione gestita direttamente dalla scheda grafica, il problema è scomparso.